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Verdenti "Programma Gravidanza" uno splendido periodo della vita
Verdenti

Verdenti "Programma Gravidanza" uno splendido periodo della vita

09 Agosto 2017

5 utili consigli per affrontarlo al meglio, anche per la tua bocca. I cambiamenti fisiologici sopratutto di tipo ormonale che avvengono in gravidanza, si associano spesso ad alterazioni dello stato di salute delle gengive con gonfiore ed aumento del sanguinamento gengivale.
Studi confermati di recente anche dal Ministero della Salute dimostrano che questa condizione può influenzare negativamente anche la salute del nascituro, comportando un aumento statistico di parti prematuri e di nascite di bambini sotto peso.
Inoltre l'iperemesi gravidica e il reflusso esofageo (nausea e vomito) sono in grado di accentuare i processi di demineralizzazione del tessuto più nobile dei nostri denti causando l'aumento di erosioni sullo smalto.
Il gruppo di Verdenti ha codificato richiami più frequenti di sedute di igiene orale nel "Programma Gravidanza" al fine di ridurre la gengivite associata a gonfiore e a sanguinamento ma soprattutto mettere in atto una nuova strategia comportamentale che possa migliorare il benessere della salute orale nei nove mesi di gestazione.

  1. Spazzolare i denti dopo i tre pasti principali con dentifricio al fluoro e con le metodiche e i dispositivi corretti (spazzolino manuali, elettrico, filo interdentale)
  2. Ridurre l'assunzione di alimenti e bevande zuccherate (preferire acqua e latte magro)
  3. Preferire la frutta fresca ai succhi
  4. Programmare con il dentista il calendario di igiene orale (tre sedute nei nove mesi di gravidanza da proseguire anche dopo il parto)
  5. Per qualsiasi problema consulta con fiducia il tuo dentista perché non c'è nessuna controindicazione ai trattamenti durante la gravidanza e perché proprio in questa particolare condizione saprà scegliere prodotti e comportamenti con una sensibilità maggiore verso il biologico e il naturale.


Dott. Giovanni Piras

Rafforzare la prevenzione parodontale alle pazienti che fanno uso di contraccettivi orali.
Rafforzare la prevenzione parodontale alle pazienti che fanno uso di contraccettivi orali.

Rafforzare la prevenzione parodontale alle pazienti che fanno uso di contraccettivi orali.

01 Agosto 2017

“Gli studi che hanno valutato le conseguenze dell'assunzione di contraccettivi orali sul parodonto sono relativamente pochi, ma hanno dimostrato che un effetto esiste ed è marcato. I cambiamenti gengivali dopo l'utilizzo di contraccettivi orali compaiono dopo qualche mese e diventano più pronunciati con il passare del tempo”. Sono le considerazioni di un team di ricercatori indiani che hanno condotto una revisione sistematica della letteratura, pubblicata poi sul Journal of Clinical and Diagnostic Research. Le pillole contraccettive che hanno come principio attivo l'associazione estro-progestinica sono dette anche Coc (Combined oral contraceptive): introdotte sessant'anni fa hanno rappresentato una rivoluzione non solo etica ma anche comportamentale e culturale, consentendo di svincolare, come mai era stato fatto prima, il sesso dalla procreazione. La pillola on ha solo effetti contraccettivi ed è utile per trattare alcune patologie, come la sindrome dell'ovaio policistico, l'endometriosi, l'adenomiosi, l'anemia causata dalle mestruazioni, la dismenorrea e l'acne.

Ma gli effetti non sono soltanto positivi: tra le altre cose, si è visto molto presto che la fluttuazione dei livelli di estrogeni e progesterone può avere un'influenza sul parodonto. L'associazione tra l'assunzione di contraccettivi orali e infiammazione gengivale è stata descritta per la prima volta cinquant'anni fa e ricerche simili hanno stabilito collegamenti tra infiammazione gengivale e perdita di attacco clinico, ma anch'esse risalgono a diversi decenni orsono.

Nel frattempo i dosaggi di questi farmaci si sono ridotti e in questo scenario le evidenze dei loro effetti sul parodonto apparivano controverse. Un team di ricercatori indiani si è proposto di fare un po' di chiarezza, ma come si è visto non è giunto a conclusioni confortanti.

Dei 94 articoli comparsi sul tema, 13 hanno soddisfatto i criteri richiesti dagli autori e hanno mostrato che “gli ormoni progesterone ed estrogeno hanno un impatto diretto sul sistema immunitario dell'organismo e, di conseguenza, le modalità e la rapidità della produzione di collagene sulla gengiva; inoltre, la revisione mostra che un utilizzo prolungato di contraccettivi orali può portare a un peggiore stato di igiene orale, di infiammazione gengivale e a una maggiore suscettibilità alla malattia parodontale.”

Questi risultati comportano conseguenze dirette sul comportamento delle donne che assumono contraccettivi orali e rafforzano la necessità di una maggiore attenzione e prevenzione.

I ricercatori indiani rivolgono dunque una raccomandazione alle donne e, ancor più, agli odontoiatri che le hanno in cura: “un adeguato controllo della placca e trattamento parodontale è necessario per le donne che fanno uso di contraccettivi orali a causa degli effetti sul parodonto dell'alterazione dei livelli di estrogeni e progesterone.

Renato Torlaschi

Ali I, Patthi B,Singla A, Gupta R, Dhama K, Niraj LK, Kumar JK, Prasad M Oral Health and oral contraceptive – is it a shadoe behind brodad day light? A systematic review. J Clin Diagn Res.

Parodontite e gravidanza. I batteri in bocca alla mamma predicono la durata della gestazione
Parodontite e gravidanza. I batteri in bocca alla mamma predicono la durata della gestazione

Parodontite e gravidanza. I batteri in bocca alla mamma predicono la durata della gestazione

27 Luglio 2017

La durata della gravidanza e il peso alla nascita del neonato possono essere 'predetti' analizzando i batteri nella bocca della futura mamma.
Lo rivela uno studio statunitense pubblicato sul Journal of Periodontology, che ricorda come alcuni batteri possono aumentare il rischio di parti prematuri e basso peso alla nascita.
La ricerca dei batteri è stata condotta su campioni di saliva prelevati, durante il terzo trimestre, da 300 donne alla loro prima gravidanza. Dopo un primo esame generale dei microbi presenti, le ricerche si sono focalizzate sui batteri Streptococcus (mutans, sobrinus e sanguinus), Lactobacillus (acidophilus e casei) e Actinomyces naeslundii genospecies (gsp) 1 e 2.
Secondo l'autore Ananda P. Dasanayake, del New York University College of Dentistry, tossine sintetizzate dai batteri e sostanze battericide prodotte dall'organismo materno possono passare dal sangue all'utero e così danneggiare la crescita del feto. Al contrario uno dei batteri contenuti nello yogurt, il Lactobacillus casei, ha effetti positivi perché riesce ad 'acidificare' il canale vaginale, mantenendone il pH a valori inferiori a 4,5 creando condizioni 'ambientali' che impediscono ai batteri che attaccano gli organi genitali di raggiungere l'utero.
Il confronto dei risultati con il decorso della gravidanza ha rivelato che un microbo spesso presente nella cavità orale, denominato A. naeslundii gsp2, era associato a parti prematuri e basso peso alla nascita, mentre il L. casei, aveva l'effetto opposto.
Per ogni aumento di dieci volte delle concentrazioni di A. naeslundii, la durata della gravidanza diminuiva di 0,17 settimane e il peso neonatale si riduceva di 60 grammi. Invece, per ogni raddoppio dei livelli di L.casei, la durata aumentava di 0,13 settimane e il peso era maggiore di 42 grammi. (Red-Pac/Adnkronos Salute)

Parodontite e gravidanza: una relazione potenzialmente fatale
Parodontite e gravidanza: una relazione potenzialmente fatale

Parodontite e gravidanza: una relazione potenzialmente fatale

19 Luglio 2017

Il legame tra presenza di infiammazione parodontale e rischio di parto pretermine è stato individuato da poco più di un decennio, ma non era stato ancora dimostrato che i patogeni parodontali potessero essere letali per il feto. Del primo caso di morte prenatale causato da Fusobacterium nucleatum, confermato dalle analisi microbiologiche, ne ha parlato la rivista scientifica Obstetrics&Gynecology.
Il Fusobacterium nucleatum spiega Yiping Han, professore associato al dipartimento di Parodontologia della School of Dental Medicine della Case Western Reserve University di Cleveland, negli Stati Uniti, è un microrganismo che può vivere nel cavo orale sano ma che, quando trova le condizioni adatte, può proliferare e dare luogo a un processo infiammatorio.
Nel caso analizzato, una donna di trentacinque anni alla trentanovesima settimana di gestazione che aveva sofferto per una forma di infiammazione e sanguinamento eccessivo delle gengive dovuti alla gravidanza, il processo infiammatorio era limitato al cavo orale, ma è bastato un abbassamento delle sue difese immunitarie per consentire ai batteri di raggiungere il feto: è questo il motivo per cui le infiammazioni parodontali in gravidanza vanno curate anche se sembrano essere innocue.
La donna si era recata al pronto soccorso di un ospedale di Santa Monica.
Da tre giorni soffriva di un'infezione delle alte vie respiratorie con febbre a 37,8°C e da qualche ora non sentiva più movimenti da parte del nascituro. Nel giro di breve tempo è stato indotto il parto del feto ormai senza vita: nei polmoni e nello stomaco è stato rinvenuto Fusobacterium nucleatum.
L'analisi genetica dei microrganismi ha provato che i patogeni rinvenuti erano compatibili solo con Fusobacterium nucleatum presente nella flora sottogengivale della donna e non, per esempio, con gli esemplari presenti nel canale del parto. Questo significa che i patogeni dal cavo orale sono penetrati nel flusso sanguigno attraverso i tessuti gengivali infiammati; quando poi il sistema immunitario della madre è stato indebolito da una comune infezione delle vie respiratorie superiori, i batteri hanno trovato il varco per
oltrepassare la placenta, raggiungere il feto e proliferare fino a causare la grave infezione. L’analisi di questo caso ci porta a ribadire l’importanza delle cure odontoiatriche in gravidanza, condizione nella quale l’infiammazione parodontale è un disturbo comune, e a consigliare una profilassi antibiotica in presenza di infezioni multiple al fine di prevenire una batteriemia prolungata e il potenziale trasferimento dei patogeni dal cavo orale fino all’utero.

Diabete: i numeri spaventano, ma il dentista potrebbe avere la risposta.
Diabete: i numeri spaventano, ma il dentista potrebbe avere la risposta.

Diabete: i numeri spaventano, ma il dentista potrebbe avere la risposta.

14 Luglio 2017

La prevenzione del diabete, oggi una vera e propria pandemia, passa anche dall’igiene orale, così come consigliato dal Joslin Diabetes Center, la più importante organizzazione mondiale che si occupa di clinica e ricerca nell’ambito del diabete.
I numeri del diabete fanno paura:
il numero di persone con diabete di tipo 2 è in veloce crescita sia nei Paesi avanzati, sia nei Paesi che hanno da poco iniziato il loro sviluppo economico. Questa impennata nel numero di casi diagnosticati e in quelli stimati è dovuta soprattutto:

- alle modifiche quantitative e qualitative nell'alimentazione (si mangia di più e peggio)
- al minor dispendio energetico (il lavoro richiede meno fatica, non ci si muove a piedi, si sta lunghe ore fermi)

queste modifiche allo stile di vita spesso associate al sovrappeso o alla obesità, fanno probabilmente scattare una tendenza geneticamente ereditata a sviluppare il diabete.
Si calcola che in Italia oggi:

- 3 milioni di persone abbiano il diabete di tipo 2 e siano diagnosticate e seguite: si tratta del 4,9% della popolazione
- 1 milione di persone abbiano il diabete di tipo 2 ma non siano state diagnosticate: è l'1,6% della popolazione
- 2,6 milioni di persone abbiano difficoltà a mantenere le glicemie nella norma, una condizione che nella maggior parte dei casi prelude allo sviluppo del diabete di tipo 2. Parliamo del 4,3% della popolazione

In pratica oggi il 9,2% della popolazione italiana ha i difficoltà a mantenere sotto controllo la glicemia.

Nel 2030 si prevede che le persone diagnosticate con diabete saranno 5 milioni.

In Italia il diabete di tipo 1 può essere considerato la più frequente della patologie rare. Ogni anno si rilevano 84 casi ogni milione di persone in Italia (poco meno di 5 mila casi). Alcune regioni italiane, in primo luogo la Sardegna hanno tassi di incidenza superiori alla media europea. Si stima che in Italia circa 250 mila persona abbiano il diabete di tipo 1.

Il numero di persone con diabete di tipo 1 cresce soprattutto perché ormai è possibile garantire a chi segue le cure una attesa di vita sovrapponibile a quella della popolazione generale. Cresce però anche l'incidenza cioè il rischio di sviluppare il diabete di tipo 1.

Questi i numeri, ma se la cura tarda ad arrivare, la migliore medicina resta sempre la prevenzione. E questa, oltre ad avvalersi di uno stile di vita corretto, pare passi anche dall’igiene orale.
Oggi, il legame che sussiste tra il diabete e la parodontite è ben noto. Sono numerosi gli studi che hanno suggerito come la parodontite sia collegata a un peggioramento del controllo glicemico negli individui affetti da diabete. Oltre a ciò, il disturbo che interessa il cavo orale è associato a un maggior rischio di complicanze diabetiche, tra cui le malattie coronariche e cardiache, renali e, infine, a un’aumentata mortalità.
La correlazione è sostanzialmente dovuta al processo infiammatorio tipico della malattia parodontale che, anche se si manifesta a livello locale, ha delle ricadute a livello sistemico, andando a peggiorare l’insulino-resistenza e aprendo le porte anche al diabete.
Il legame malattia parodontale e diabete, poi, è ambivalente, ossia la malattia parodontale può influire sul diabete e chi soffre già di diabete può sviluppare la malattia parodontale.

La malattia che intacca la salute delle gengive, nei casi più gravi arriva a causare la perdita dei denti, con serie conseguenze sulla capacità di alimentarsi e sulla qualità della vita e della salute generale.
Una volta compresi i meccanismi a doppio senso che legano diabete e malattia paradontale, risulta perciò di assoluta importanza sviluppare strategie di screening al fine di trattare i pazienti da diverse prospettive, per poter agire in senso preventivo e sinergico su entrambi i fronti.

Dato che la parodontite in pazienti con diabete non controllato può portare a complicanze, è necessario che dentisti e igienisti dentali siano coinvolti nel trattamento dei pazienti diabetici insieme a diabetologi, nutrizionisti e medici di base. In questo contesto, gli specialisti del settore dentale non devono limitarsi alla cura delle malattie parodontali, ma devono anche informare i pazienti sull’importanza dell’alimentazione, della riduzione del peso corporeo e dell’attività fisica: tutti fattori-chiave in un buon controllo glicemico. Un’alimentazione a basso indice glicemico (IG) e ricca di antiossidanti, per esempio, migliora direttamente sia l’insulino-resistenza che le malattie parodontali perché agisce in senso antiinfiammatorio: di fatto, la parodontite è un’infiammazione che si manifesta a livello gengivale ma che può estendersi ad altri organi.

I dentisti e igienisti dentali possono arrivare persino a rivestire un ruolo specifico nell’identificare i pazienti a rischio di diabete. Diabete e malattia parodontale condividono molti fattori di rischio predisponenti: l’età, l’obesità, l’insulinoresistenza, l’infiammazione, ma i cosiddetti pazienti “middle aged”, in cui si può ancora fare con efficacia un’attività di prevenzione di queste patologie, non vanno spesso dal medico, mentre si recano regolarmente dal dentista!
Un nuovo approccio interdisciplinare, dunque, per creare nuove opportunità di diagnosi precoce e prevenzione primaria.

Sei diabetico? Ascolta la tua bocca!
Sei diabetico? Ascolta la tua bocca!

Sei diabetico? Ascolta la tua bocca!

02 Luglio 2017

Il diabete è una condizione predisponente le infezioni gengivali. È importante quindi organizzare con il dentista un programma di mantenimento della salute orale. Infatti non solo le gengive sono più delicate e hanno difficoltà a guarire, ma il problema gengivale può peggiorare la gravità del nostro diabete.

La bocca e il diabete

Normalmente si è portati pensare che la bocca sia qualcosa a se stante, con poca influenza sulle condizioni del nostro corpo, invece ciò che succede ai nostri denti o meglio alle nostre gengive è qualcosa che riferisce a tutto il nostro organismo. Esistono infatti delle notevoli correlazioni tra la quantità e qualità di placca batterica e le condizioni del nostro cuore e delle nostre arterie. Un’altra grande correlazione è quella tra infezione gengivale e diabete. In una ricerca riportata sul Journal of

Periodontology è stato evidenziato come i pazienti con diabete di tipo 2 non controllato sviluppino più facilmente problemi alle gengive. Infatti si crea una infiammazione più grave e i processi di guarigione sono ridotti. Molti diabetici già sanno questo, ma quello che non a tutti è noto è che

le infezioni gengivali rendono più difficile il controllo del diabete.

Si crea quindi un circolo vizioso tra diabete e gengiviti. “controllare la salute gengivale ci aiuta a mantenere sotto controllo anche il diabete” afferma il dr. Jack caton Presidente dell’Accademia Americana di Parodontologia. Per questo è importante che il dentista conosca bene le condizioni generali del paziente e che il paziente diabetico si rivolga regolarmente per l’igiene dentale.

Autodiagnosi per le nostre gengive

Qualcuno forse non sa che il sanguinamento, l’alitosi e la sensibilità dentale possono essere segni iniziali di infiammazione gengivale. Una infezione se non trattata in tempo, oltre a ridurre la durata dei nostri denti, può far aggravare alcuni problemi di salute generale come il diabete.

Test per la salute della nostra bocca

Prova a rispondere a queste domande riguardo i sintomi di problemi gengivali per valutare il tuo stato di salute orale:

Hai provato ultimamente degli episodi dolorosi riferibili a denti o gengive?

Quando usi lo spazzolino o quando mangi del cibo un po’ più duro, sanguinano mai le gengive?

Hai mai la sensazione che le gengive siano gonfie?

È presente alitosi persistente?

Hai mai notato delle gengive che si ritirano o i denti sembrano diventare più lunghi?

Ultimamente si sono formati degli spazi tra i denti

Hai mai notato del pus proveniente dalle tue gengive?

Ultimamente i denti sembrano avere una posizione diversa mentre mastichi?

Questi sintomi sono segni di problemi gengivali iniziali e avanzati.

Se una persona è diabetica e presenta uno o più di questi segni è bene consultare un dentista in tempi brevi.

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Parodontite e malattia cardiovascolare
Parodontite e malattia cardiovascolare

Parodontite e malattia cardiovascolare

22 Giugno 2017

Le associazioni dei cardiologi e parodontologi (specialisti di problemi gengivali) americani hanno valutato un documento per informare i colleghi su eventuali problematiche correlate tra apparato circolatorio e ambito orale.
In un editoriale comune l’American Journal of Cardiology (Rivista Americana di Cardiologia) e il Journal of Perodontology (Rivista di Parodontologia) hanno cercato di fornire una migliore comprensione del legame tra parodontite (problemi gengivali) e cardiopatie da arteriosclerosi.
Negli ultimi anni il sistema immunitario, una volta ritenuto soltanto una semplice difesa contro l'infezione e un promotore della guarigione, viene riconosciuto come un importante attore in molte malattie croniche, tra cui l'ipertensione, il diabete mellito, l'artrite, la malattia intestinale infiammatoria, la psoriasi e le due malattie presentate nel presente documento: malattia cardiovascolare aterosclerotica e parodontite.
La parodontite, essendo una infiammazione cronica, aumenta i livelli di infiammazione all’interno dell’organismo. Tali prodotti dell’infiammazione possono essere un fattore integrante della malattia cardiovascolare. Infatti l’infiammazione può operare in "tutte le fasi di questa malattia dall'inizio alla progressione e, in ultima analisi, alle complicanze trombotiche dell'aterosclerosi".
Una analisi delle varie ricerche ha concluso che i problemi gengivali sono un fattore di rischio per pazienti con problematiche cardiovascolari. Infatti chi presenta una parodontite evidenzia anche una maggiore frequenza di problemi come infarti e ictus.
Curando le gengive i mediatori dell’infiammazione diminuiscono e anche i rischi di ulteriori problematiche cardiache si riducono.
Per questo ai pazienti con problematiche cardiache viene consigliato di farsi seguire anche da un dentista per prevenire eventuali infezioni gengivali che potrebbero aggravare, tramite l’aumento dell’infiammazione cronica, i problemi cardiovascolari.

dr. Tiziano Caprara

14 Giugno – Giornata mondiale dei donatori di sangue
14 Giugno – Giornata mondiale dei donatori di sangue

14 Giugno – Giornata mondiale dei donatori di sangue

14 Giugno 2017

Un donatore deve avere delle gengive sane per poter offrire un sangue “pulito”

Oggi è accertata la relazione tra problemi gengivali (piorrea) e cardiopatie, queste però rappresentano solo uno degli effetti delle infezioni gengivali nel nostro corpo.

Gli altri riguardano l’aterosclerosi, l’ischemia cerebrale, il diabete mellito, i parti prematuri, le infezioni polmonari, le già note endocarditi e la malattia reumatica.

Come mai si pone tanta attenzione al fumo, alla dieta e non si sottolinea l’importanza della relazione tra denti e malattie sistemiche?

Mantenere le gengive sane non significa soltanto conservare l’efficacia dell’apparato masticatorio, ma vuole dire vivere di più e meglio.

Personalmente ho avuto delle conferme empiriche a tali ricerche. Tempo fa visitai due persone che pur mantenendo uno stile di vita molto sano (niente fumo, dieta corretta, esercizio fisico, entusiasmo nella vita) furono sottoposti ad un intervento di by-pass coronarico. Entrambi presentavano delle tasche gengivali molto profonde che sanguinavano allo spazzolamento. Forse sarà stata una coincidenza, ma questi casi mi hanno confermato il fatto che l’igiene orale è molto più importate di quanto si pensi.

Non serve solo a mantenere più a lungo i denti, a ridurre l’alitosi (evitando di far scappare la fidanzata), a farci apparire più belli (senza pezzi di spinaci tra i denti), ma aiuta le persone a vivere meglio e più a lungo.

I rischi cardiocircolatori legati alla presenza di batteri nelle gengive sono reali e ridurre questo pericolo costa poco e permette a noi e alla società di risparmiare spese e sacrifici.

Le persone con severi problemi gengivali hanno un rischio almeno quattro volte più alto di sviluppare concentrazioni di tossine batteriche nel sangue, rispetto a persone con gengive non infiammate. E’ quindi ancora più importante che un donatore abbia delle gengive sane per poter offrire un sangue “pulito”, a bassa carica batterica.

Eseguire una igiene orale 15 giorni prima della donazione non solo aiuta il ricevente, ma migliora e allunga la vita al donatore.

a cura del dr. Tiziano Caprara

La Malattia Parodontale come Fattore di Rischio Cardiovascolare
La Malattia Parodontale come Fattore di Rischio Cardiovascolare

La Malattia Parodontale come Fattore di Rischio Cardiovascolare

07 Giugno 2017

I Fattori di Rischio rappresentano quelle condizioni predisponenti che aumentano la probabilità di andare incontro ad una determinata patologia. Possono essere legati a fattori genetici e a stili di vita personali.

Uno stile di vita salutare può essere fondamentale per ridurre la probabilità di andare incontro a molte patologie, specie di tipo cardiovascolare e metabolico.
Possiamo ridurre drasticamente il rischio verso l’infarto miocardico, l’angina, l’ipertensione arteriosa, il diabete, ma anche verso le patologie tumorali come per esempio il cancro al colon e, non dimentichiamo, la patologia parodontale e la patologia cariosa.

Dobbiamo essere consapevoli che uno stile di vita corretto può:

- prevenire l’insorgenza di molte patologie
- migliorare la prognosi di patologie già presenti
- prolungare la vita e migliorarne la qualità.

La ricerca clinica ha messo in evidenza un legame significativo fra la malattia parodontale e le malattie cardiovascolari.
Le malattie cardiovascolari sono la più importante causa di morte nei paesi industrializzati e sono un’importante causa di inabilità. Inoltre la loro incidenza influenza fortemente l’aumento dei costi per la sanità pubblica.
Aumentati livelli lipidici, fumo, ipertensione, diabete, uso di alcool, scarsa attività fisica e aumento del grasso corporeo sono universalmente considerati fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.
Ai fattori elencati dobbiamo aggiungere la parodontite o problema gengivale che può pesare sul rischio cardiovascolare.
La malattia parodontale è sostanzialmente un'infezione batterica. I batteri, possono entrare nel sangue ed agire come fattori aggravanti di alcune malattie cardiache, come le malattie coronariche o le endocarditi infettive. Il controllo della malattia gengivale inizia con le visite di controllo periodiche che possano aiutarci a individuare i Fattori di Rischio. Da considerare con attenzione che la malattia parodontale o gengivale spesso non presenta sintomi. Dolori o fastidi insorgono solo quando la patologia è molto grave o in presenza di ascessi parodontali. Dobbiamo distinguere tra soggetti che soffrono di gengiviti e soggetti nei quali la malattia parodontale ha cominciato a creare danni gengivali e ossei.
La gengivite si manifesta con arrossamento, gonfiore e sanguinamento gengivale.
La malattia parodontale oltre al sanguinamento gengivale, che può anche non essere evidente, porta alla retrazione gengivale e ossea con la conseguente perdita di tessuto di sostegno del dente.
La formazione di tasche gengivali, nicchie di accumulo batterico, porta alla cronicizzazione ed evoluzione della malattia, fino a causare la perdita del dente.
La placca batterica sopra e sotto gengiva e il tartaro rappresentano la principale causa di questo problema.
Nell’autovalutazione della bocca per prevenire e curare la malattia parodontale sarà quindi fondamentale prestare attenzione a:

- presenza di placca batterica e tartaro
- sanguinamento gengivale
- gonfiore o retrazione delle gengive
- alitosi.

Periodiche visite di controllo e sedute di igiene dentale, permettono di contrastare la gengivite e la malattia parodontale.
Quando la malattia si è manifestata occorre però ricorrere alla Terapia specialistica parodontale per l'eliminazione delle tasche, del sanguinamento gengivale e il ripristino di gengive sane.
Gli stili di vita possono quindi essere modificati per ridurre il rischio verso la malattia gengivale e le patologie ad essa correlate come quelle cardiovascolari.

La Società Italiana di Parodontologia fornisce le seguenti linee guida per ridurre i fattori di rischio:

1. Non fumare
2. Lavare bene denti e gengive. Preferire lo spazzolino elettrico a quello manuale
3. Pulire gli spazi interdentali è fondamentale. Quando lo spazio lo consente utilizzare gli scovolini al posto del filo.
4. Lavare denti e gengive almeno due volte al giorno per 4 minuti
5. Dentifrici e collutori specifici sono utili in aggiunta alla pulizia dei denti e delle gengive, ma da utilizzare sotto prescrizione del dentista.
6. Introdurre adeguate quantità di vitamina C e antiossidanti attraverso una dieta ricca di frutta e verdura
7. Sottoporsi almeno due volte all’anno a una seduta di igiene professionale e a un controllo dal dentista
8. Durante la visita di controllo chiedere di eseguire sempre il test PSR* per controllare la salute delle gengive
9. Se le gengive sanguinano, sono arrossate o l’alito è cattivo, andare subito dal dentista per una valutazione adeguata
10. Non trascurare le infiammazioni gengivali anche superficiali per evitare che si trasformino in parodontite. In caso di parodontite farsi curare secondo le linee guida.

dr. Alessandro Abrate

Quanto sei verde?
Quanto sei verde?

Quanto sei verde?

31 Maggio 2017

Odontoiatra verde per uno studio odontoiatrico “green”

I dentisti Verdenti operano seguendo la metodologia che contraddistingue un nuovo modo di concepire la professione che si basa su un approccio “verde” applicato in ambito clinico, amministrativo e organizzativo.

L’aspetto “Eco-salutare” viene garantito dalla promozione della prevenzione primaria, o precoce, riducendo l’eventualità di interventi, favorendo l’utilizzo di tecniche a basso impatto per l’ambiente e la salute del paziente. Per esempio, ai clienti dello studio vengono eseguite radiografie digitali a bassa emissione di radiazioni anche per evitare l'utilizzo di liquidi di fissaggio e sviluppo delle lastre e i rifiuti speciali come il piombo, le corone dentali applicate sono metal-free e le otturazioni sono biocompatibili.

Oltre all'ambito prettamente clinico, grande attenzione è rivolta anche all’impatto ambientale derivante dalla gestione dello studio. Lo spazio medico si avvale di materiali e macchinari che strizzano l’occhio all’aspetto “Eco-logico”.

Ogni dentista che opera in maniera tradizionale produce ogni giorno enormi quantitativi di plastica non riciclabile, per imbustare gli strumenti utilizza circa 50 buste di plastica al giorno senza contare i rivestimenti, i teli ecc. Negli studi odontoiatrici Verdenti i bicchieri non sono di plastica ma sono fatti di amido di mais; gli strumenti, dopo essere stati sterilizzati, vengono inseriti in buste di carta riciclabile anziché di plastica.

Infine, sempre seguendo un’ottica preventiva che crei valore in termini di benefici per il cliente, lo studio “Verdenti” non sottovaluta l’aspetto “Eco-nomico”: in questo caso si favorisce ai clienti maggiore risparmio grazie a controlli periodici gratuiti e di prevenzione; si sostiene il paziente nella dilazione dei trattamenti e dei pagamenti e si organizza un programma di prevenzione assistita, che aiuta il paziente a ridurre le eventuali terapie legate alla mancata igiene.

Verdenti è il primo progetto di Eco-odontoiatria in Italia che si basa sulla Green dentistry, filosofia già sviluppata negli Stati Uniti che soddisfa le esigenze di milioni di pazienti che conducono uno stile di vita salutista e aiutano gli odontoiatri a salvaguardare l’ambiente e la salute della comunità in cui operano.

Sorridi al tuo cuore
Sorridi al tuo cuore

Sorridi al tuo cuore

24 Maggio 2017

Si è sempre discusso molto sul possibile rischio di un aumento di malattie cardiache in pazienti che presentano patologie dentarie; questa eventualità di interazioni tra denti e cuore sembra non riguardare solo persone anziane, ma anche i pazienti più giovani. Tutte le infezioni del cavo orale, oltre ad essere responsabili della perdita dei denti, possono giungere, attraverso il sangue, fino agli organi principali rischiando di compromettere il loro fisiologico funzionamento.
Secondo numerosi studi clinici e sperimentali, infatti, la malattia parodontale aumenta il rischio di malattie sistemiche – in particolare patologie cardiovascolari, diabete e patologie polmonari.
Le specie batteriche gram negative, responsabili delle infezioni del parodonto, producono infatti tossine e citochine con un alto potere infiammatorio. Queste sostanze possono diffondersi attraverso il circolo sanguigno e arrivare a infettare la parete interna delle arterie, favorendo la formazione di placche aterosclerotiche: queste possono crescere fino a provocare l’ostruzione completa o parziale del vaso oppure possono staccarsi piccoli frammenti (emboli) che, trasportati dal flusso ematico, vanno a ostruire vasi più piccoli.
I batteri che si annidano nelle sacche del cavo orale possono entrare, dai tessuti gengivali, nel circolo ematico per insediarsi in organi lontani dalla cavità orale e causare nuove patologie; se raggiungono il cuore, possono determinare infezioni dannose per il nostro sistema cardiocircolatorio, come endocarditi batteriche o infiammazioni di protesi endovascolari. Lo Streptococco, ad esempio, presente nella placca batterica produce una molecola simile al fibrinogeno, la glicoproteina plasmatica sintetizzata dal fegato che ha il compito di favorire la coagulazione del sangue. Ciò comporterebbe l'aggregazione delle piastrine e quindi la formazione di coaguli e trombi responsabili di ictus e infarti.
Le maggiori “responsabili” sarebbero le infezioni che si scatenano nel cavo orale, tra le più diffuse si ricordano le carie, gengiviti e parodontiti. Le ultime, in modo particolare, sono capaci non solo di causare la perdita dei denti distruggendone le strutture interne, ma inciderebbero negativamente favorendo anche l'insorgenza di infarto e di ictus. (Nel mondo, come riferisce l’Organizzazione mondiale della Sanità, la parodontite colpisce circa il 60% della popolazione con maggiore incidenza fra i 35 e i 44 anni.)
(Studi epidemiologici hanno messo in evidenza una relazione tra parodontite, infarto miocardico ictus e mortalità. La perdita di un elevato numero di denti e la distruzione ossea rilevabile nel paziente affetto da parodontite grave, sono associate infatti ad una aumentata prevalenza di placche ateromatose carotidee., Nei pazienti con patologie infiammatorie del cavo orale, è stato osservato, inoltre, un aumento del rischio di infarto miocardico e di aterosclerosi. Studi clinici controllati indicano che il trattamento della parodontite migliora la funzione dell'endotelio.) Alla luce di questi dati, è ragionevole pensare perciò che curare le infezioni che interessano i denti vuol dire anche preservare una buona funzionalità cardiaca.

Le regole per una corretta prevenzione

  • Alimentazione: deve essere possibilmente corretta e calibrata secondo le necessità caloriche individuali (attenzione al sovraccarico calorico che spesso sfugge al nostro controllo).
  • Non fumare (il fumo è corresponsabile della formazione di placche ateromatose).
  • Ridurre il consumo di alcol.
  • Mangiare pochi dolci.
  • Eliminare le bevande zuccherate.
  • Assumere pochi grassi di origine animale (per tenere sotto controllo il colesterolo e i trigliceridi).
  • Pulizia professionale periodica dall'igienista dentale.
  • Impegnarsi nella quotidiana igiene orale.
  • Una passeggiata a passo veloce per circa 40 minuti al giorno ed un’attività fisica costante possono essere veri e propri strumenti preventivi salvavita. Per tutti.

I nostri consigli

  • Non sottovalutare il sanguinamento delle gengive causato da un'infiammazione batterica.
  • Prestare attenzione al dolore generalizzato ai denti, originato spesso da infezioni radicolo-apicali (granulomi).
  • Effettuare visite periodiche dal dentista, perché le patologie dei denti, come abbiamo detto, potrebbero coinvolgere altri organi. La prevenzione rimane lo strumento più efficace per evitare in futuro di ricorrere alle cure mediche in distretti molto delicati.



Dott.ssa Lorenza Mosele

Gengive e cuore
Gengive e cuore

Gengive e cuore

17 Maggio 2017

Sta crescendo sempre di più tra gli odontoiatri una sensibilità olistica e globale della salute orale.

La visione è sempre meno dente-centrica e sempre più rivolta al benessere generale dei nostri pazienti, passando anche dalla salute orale.

Questo non è solo il frutto di scelte particolari, ma di una nuova consapevolezza supportata da seri studi epidemiologici. Non è una novità ad esempio la relazione tra parodontite, infarto miocardico ictus e mortalità. Nei pazienti affetti da parodontite grave assieme alla perdita di numerosi elementi dentali e alla distruzione ossea rilevabile si osserva una aumentata prevalenza di placche aterosclerotiche dovute evidentemente ad uno stato di infiammazione sistemica.

Fare prevenzione è basilare soprattutto personalizzando il piano di trattamento nelle sedute di igiene orale che diventano momenti importanti non solo attraverso la rimozione tecnica di placca e tartaro, ma anche per formulare un piano a lungo termine per la nostra salute generale attraverso il cambio delle abitudini più nocive come il fumo e sopratutto l'alimentazione che da sola può influenzare localmente denti e gengive e sistematicamente attraverso il riequilibrio della flora intestinale anche l'equilibrio della flora batterica orale.

Oggi il dentista più evoluto lavora spalla a spalla con altri professionisti come il cardiologo e il nutrizionista per la cosa più importante: il benessere reale dei nostri pazienti.

Dr. Giovanni Piras

Oral cancer day 13 maggio 2017
Oral cancer day 13 maggio 2017

Oral cancer day 13 maggio 2017

13 Maggio 2017

L’importanza di mantenere sana la propria salute orale

La prevenzione é il modo più efficace e semplice per combattere il tumore del cavo orale: è sufficiente adottare corretti stili di vita, in modo da ridurre i fattori di rischio e sottoporsi a visite periodiche regolari.
Il dentista è, infatti, il primo specialista in grado di rilevare i sintomi del carcinoma orale e la diagnosi precoce aumenta la probabilità di essere curati con il minimo danno, senza gravi deformazioni al volto e menomazioni funzionali.
Ecco 6 semplici regole da non dimenticare:
   1. Smetti di fumare e non abusare di alcolici.
   2. Adotta delle abitudini alimentari più sane: segui una dieta ricca di frutta e verdura, povera di grassi e privilegia i cibi integrali.
   3. Migliora la tua igiene orale, seguendo i consigli del tuo dentista.
   4. Esegui visite periodiche da uno specialista e dal tuo dentista e se sei un fumatore fallo almeno 1 volta all’anno. 5. Chiedi al tuo dentista come eseguire l’autoesame della bocca.
   6. Se tu o un tuo famigliare state affrontando cure oncologiche, con radio e chemioterapia, parlane con il tuo dentista perché esistono specifici protocolli odontoiatrici da seguire in questi casi.
Se fai anche tu attenzione a questi preziosi consigli, aiuti te stesso a porre le basi per una buona salute. Una buona salute generale, non solo del cavo orale.

Dal russamento alle apnee notturne (alcuni dati importanti)
Dal russamento alle apnee notturne (alcuni dati importanti)

Dal russamento alle apnee notturne (alcuni dati importanti)

11 Marzo 2017
  • E’ una malattia estremamente diffusa (20% della popolazione mondiale adulta), ma molto probabilmente i dati sono sottostimati per difficolta diagnostica e 2-5,7% in età pediatrica
  • maggiore frequenza nel sesso maschile (60% ) rispetto quello femminile ( 40%)

fattori di rischio

  • l’obesità (soprattutto viscerale) e l’aumentata circonferenza del collo rappresentano i fattori di rischio più importanti nella comparsa delle apnee (definite OSAS : Sindrome delle apnee ostruttive)
  • stili di vita (alcool fumo ed eccessi alimentari soprattutto nelle ore serali) e scarsa attività fisica causano e favoriscono il perpetuarsi della malattia
  • problemi otorinolaringoiatrici, come polipi o ostruzioni di varia natura, oppure in età pediatrica ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi

Quadro evolutivo della malattia:
I quadri sono distinti in base al numero di episodi di apnea presenti in 1 ora di sonno (definiti con AHI)

  • russamento semplice (socialmente inacettabile)AHI ≤5
  • UARS: sindrome da aumentata resistenza alla respirazione con AHI≤5
  • OSAS LIEVE con AHI compresi tra 5 e 15 all’ora
  • OSAS MODERATA con AHI tra i 15 e i 30
  • OSAS GRAVE con AHI superiori a 30 episodi all’ora.

Diagnosi
Gli strumenti per la diagnosi sono la Polisonnografia (un monitoraggio notturno del respiro attraverso particolari strumenti) e l’Endoscopia che valuta il grado di ostruzioni delle vie aree superiori.

Dal 2014 il ministero della salute individua nell’odontoiatra il ruolo di "sentinella diagnostica" che provvede, per quanto di sua competenza, alla prevenzione e cura con utilizzo di specifici dispositivi intraorali.

Terapia
I trattamenti terapeutici

  • Prevenzione: eliminare tutti i fattori di rischio che favoriscono insorgere della malattia
  • Dispositivi intra orali, che spostano la mandibola in avanti (MAD): utili in tutte le fasi della malattia in quanto concorrono a mantenere più aperte le vie aeree durante il riposo notturno. Questa metodica è molto efficace inoltre è ben tollerata dal paziente.
  • Ventilazione a pressione positiva (C-PAP): una maschera da tenere sul viso collegata ad un macchinario che spinge l’aria creando una pressione positiva che allarga le vie aeree. Sono molto efficaci tuttavia poco tollerati dai pazienti che spesso abbandonano la terapia
  • Terapie chirurgiche: allo stato attuale della ricerca non hanno dato i risultati attesi a causa delle recidive e/o degli esiti cicatriziali

Dr.ssa Lorenza Mosele

Il sonno disturbato: Russamenti e apnee
Il sonno disturbato: Russamenti e apnee

Il sonno disturbato: Russamenti e apnee

07 Marzo 2017

Che cosa sono le OSASapnee notturne?
L’apnea ostruttiva nel sonno (OSAS Obstructive Sleep Apnea Syndrome), consiste in una transitoria e ripetuta interruzione del respiro durante il sonno. Tale fenomeno determina un’alterazione qualitativa del riposo notturno e la comparsa di sintomi durante la veglia come l’eccessiva sonnolenza e stanchezza. Nel lungo tempo rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di patologie cardiache come l’infarto del miocardio, e neurologiche come l’ictus cerebrale.
Prevalenza e Sintomi
Sebbene il 30% degli adulti presenti episodi di russamento, con percentuali del 60% attorno ai 60 anni, Il più del 4% degli uomini e il 2% delle donne soffrono nella popolazione generale di presentano un alto numero di apnee per notte, con percentuali intorno all'10%, si rilevano negli individui di oltresopra i 60 anni. La sindrome è largamente sottostimata e difficilmente diagnosticata, l'eccessiva sonnolenza diurna è spesso confusa con la normale stanchezza. Altri sintomi sono: colpi di sonno durante la guida o nelle normali attività, cefalea e secchezza delle fauci al risveglio, alterazioni dell'umore, ridotta capacità di concentrazione, iperattività diurna, ritardi di crescita (nei bambini).
Fattori di rischio e diagnosi.
Il principale fattore di rischio rimane la condizione di sovrappeso ed obesità, altri fattori sono: l’abuso di alcool, il fumo e la vita sedentaria le anomalie anatomiche del nasofaringe.
Nella diagnosi di OSAS l’indagine strumentale gold-standard è la polisonnografia, che consiste nella registrazione durante il sonno di tutti i parametri cardiaci e respiratoridel battito cardiaco e del flusso respiratorio, dello stato di ossigenazione del sangue, dell’attività cerebrale e del tono muscolare.
Terapia
Il primo passo nella terapia è il dimagrimento, una riduzione di anche solo il 10% del peso corporeo è in grado di migliorare in maniera significativa la patologia, utile poi risulta seguire un corretto stile di vita: evitare l’assunzione di alcolici nelle ore serali, praticare un regolare esercizio fisico, smettere di fumare.
Il Un principale ausilio terapeutico utilizzato nei casi più gravi è un apparecchio maschera notturna (CPAP, Continuos Positive Airway Pressure) in cui viene soffiata dell’aria che che durante la notte, tramite una mascherina, mantiene una pressione positiva nelle vie aeree inpedendoneimpedendone il collasso e la chiusura. Tale strumento tuttavia risulta però molto ingombrante e influisce sugli aspetti relazionali.
Altri I dispositivi più utilizzati nei casi didispositivi utili in caso di OSAS di entità lieve o -moderata, sono i dispositivi orali di avanzamento mandibolare (MAD): apparecchi che, inseriti spostando ma mandibola in avanti permettono un maggior flusso d’aria. nella cavità orale, aumentano la pervietà delle vie aeree. Le apparecchiature orali vengono sviluppate dal proprio dentista del progetto Verdentiodontoiatra,, sono ben accettate dai pazienti e e, soprattutto nel russamento o nei casi di OSAS lievi e medie, sono considerate e dalle linee guida trattamenti di prima scelta in caso di russamento o nei casi di OSAS lievi e medie.

Dr Michele Ceschi Studio Kravos-Guadagno

Russamento e alimentazione
Russamento e alimentazione

Russamento e alimentazione

03 Marzo 2017

Più del 40% delle persone adulte russa, e di queste il 4% arresta il respiro in maniera inconsapevole ( apnea notturna ostruttiva ). Quest'ultima condizione, e' in grado di determinare sonnolenza durante il giorno, con importanti implicazioni sul rendimento lavorativo, sul rischio di incidenti stradali e sull'aumento dell'incidenza di patologie cardiovascolari. Russamento e apnee dipendono in particolare dal restringimento delle vie aeree; nel primo caso lingua e palato molle entrano in contatto e vibrano insieme, nel secondo caso la riduzione dello spazio blocca la respirazione. Oggi si può prevenire tali problematiche già nello studio dentistico tramite dispositivi che aumentano la pervietà delle  vie aeree. 

Si può però iniziare a prevenire o a limitare il problema a partire da ciò che mangiamo o beviamo. Si può ad esempio:
- Non bere alcolici prima di addormentarsi: favoriscono il russamento perché rilassano i muscoli del collo e della lingua
- Evitare cene ricche  di grassi: rallentano la digestione e favoriscono un sonno qualitativamente scadente
- Seguire una dieta equilibrata: i soggetti sovrappeso accumulano grasso nel collo che riduce lo spazio per respirare
- Bere molta acqua, te' o infusi: nel caso di una ostruzione per eccessiva presenza di muco , dovuta anche ad un semplice raffreddore , lo fluidificano
Attenzione anche allo smalto , spesso le apnee si associano a reflusso gastro esofageo e al bruxismo.

Giovanni Piras

L’OSAS QUESTA SCONOSCIUTA…
L’OSAS QUESTA SCONOSCIUTA…

L’OSAS QUESTA SCONOSCIUTA…

02 Marzo 2017

(SINDROME DELLE APNEE OSTRUTTIVE- OBSTRUCTIVE SLEEP APNEA SYNDROME)

Dormire bene non solo è un piacere, ma anche una funzione essenziale per il nostro organismo sia per la sua salute fisica che emotiva.

Purtroppo anche una piccola perdita di sonno può indurre disturbi che coinvolgono il nostro umore riducendo la vitalità, l’efficienza e capacità di gestire lo stress.

Dormire male pertanto influisce negativamente sulle nostre condizioni di salute generale, aumenta il rischio di incorrere in incidenti ( soprattutto stradali) , diminuisce le nostre prestazioni al lavoro.

Tra tutti i disturbi del sonno il meno conosciuto, e paradossalmente anche il più pericoloso e proprio l’O.S.A.S.,: una patologia che provoca apnee notturne, associata ad un forte russamento scatenata da una parziale o totale ostruzione delle vie aeree superiori . I campanelli di allarme sono l’ eccessiva stanchezza diurna, con facilità o necessità di appisolarsi, i colpi di sonno durante la guida e l’incapacità a mantenere la concentrazione durante l’attività lavorativa. Il partner che dorme a fianco di un individuo affetto da osas spesso è la prima persona si rende conto dell’eccessivo russamento, rumori e pause respiratorie di chi può essere potenzialmente affetto da tale patologia.

Tra i disturbi più importanti che si manifestano in questi pazienti ci sono alterazioni del ritmo cardiaco, ipertensione sistemica e polmonare, disturbi metabolici , disturbi dell’apparato circolatorio che possono sfociare in un infarto o ictus che sopraggiungono proprio nelle fasi di sonno durante la mancanza di ossigeno data dall’apnea.

Per la sua complessità e gravità l’OSAS coinvolge un team di specialistici (pneumologi, otorinolaringoiatri, diabetologi, cardiologi e chirurghi maxillofacciali) tra cui i dentisti che sono tra i primi specialisti che attraverso un’ accurata anamnesi e sottoponendo il paziente a dei test specifici possono svolgere un’ importante azione di screening, prevenzione e concorrono alla cura del paziente affetto da questo disturb tramite nuovi e particolare dispositivi orali

Lorenza mosele

Liquirizia per la salute dei denti, cosi si sconfigge la carie
Liquirizia per la salute dei denti, cosi si sconfigge la carie

Liquirizia per la salute dei denti, cosi si sconfigge la carie

17 Febbraio 2017

Non solo dentifricio e spazzolino: per combattere la carie è utile anche la liquirizia. Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata sul Journal of Natural Products, rivista dell'American Chemical Society, secondo cui i benefici di questa radice si estenderebbero anche ai casi di parodontite, un disturbo alle gengive che può portare alla perdita dei denti. Gli autori di questo nuovo studio hanno identificato due principi attivi contenuti nella liquirizia - la licoricidina e il licorisoflavone A - dalle elevate proprietà antibatteriche.
Queste due molecole sono, infatti in grado di uccidere quattro specie di batteri. due responsabili della carie e due che promuovono lo sviluppo della parodontlte. Secondo i ricercatori queste sostanze potrebbero essere utili sia nel trattamento, sia nella prevenzione delle infezioni del cavo orale.

Tiziano Caprara

Il tè verde fa bene alle gengive
Il tè verde fa bene alle gengive

Il tè verde fa bene alle gengive

14 Febbraio 2017

Il tè verde, uno degli alimenti più studiati negli ultimi anni, ha dimostrato di poter contrastare anche la progressione della malattia gengivale: i risultati della ricerca pubblicata dal Journal of Periodontology, dimostrano un lieve miglioramento legato alla quantità di te bevuta in una giornata. Mithoshi Kushiayama ricercatore all'università di Fukuoka in Giappone afferma che l'efficacia del tè verde nel proteggere i tessuti gengivali e direttamente dipendente dalla quantità di bevanda assunta quotidianamente. “Ogni tazza di tè verde assunta in giornata è associata a una riduzione del sanguinamento gengivale e alla riduzione delle tasche gengivali“.

Le catechine del tè verde sembrano infatti in grado di inibire la proliferazione di alcuni batteri pericolosi per i tessuti orali. l ricercatori concludono affermando che l'utilizzo quotidiano di questa bevanda possa essere consigliato ai pazienti affetti da malattie gengivali.

Tiziano Caprara

Bambini: addio a carie ed erosioni, con una sana alimentazione!
Bambini: addio a carie ed erosioni, con una sana alimentazione!

Bambini: addio a carie ed erosioni, con una sana alimentazione!

08 Febbraio 2017

L’alimentazione ha un ruolo fondamentale nella prevenzione della carie e nella salute orale del bambino.
È importante sapere che esistono cibi acidi che possono erodere direttamente lo smalto altri invece favoriscono la crescita dei microrganismi responsabili della carie a causa degli zuccheri aggiunti. I batteri infatti sono in grado di metabolizzare gli zuccheri ingeriti producendo acidi che demineralizzano lo smalto.

Fondamentale è tenere presente che il maggior pericolo di malattia cariosa risiede nella frequenza con cui gli zuccheri vengono consumati, piuttosto che la quantità complessiva. Infatti è dannoso il consumo di dolci fuori pasto, in particolare quelli con consistenza molle e appiccicaticcia, come merendine preconfezionate, cioccolata in barattolo, caramelle gommose che piacciono molto ai bambini ma che sono pericolosi perché si attaccano ai denti più tenacemente e restano in bocca per tempi più prolungati. È noto che bambini abituati a mangiare quantitativi ridotti di cibi zuccherosi, ma in momenti diversi della giornata, sono più esposti al rischio di carie di coloro che ne concentrano una maggior assunzione, seguita da una buona igiene orale, che è quindi cruciale dopo ciascun pasto.

L’azione cariogena non è legata solo al quantitativo di zuccheri o carboidrati contenuti in un cibo, o bevanda, ma anche al suo grado di acidità.
È necessario porre ATTENZIONE al fatto che alcuni frutti sono molto zuccherati e hanno un pH molto basso proprio come per i succhi di frutta o le bevande gassate. L’esposizione a questi acidi può portare alla formazione di EROSIONI dentali.

Questo non vuol dire eliminare completamente questi cibi dall’alimentazione dei bambini quanto piuttosto insegnare loro delle buone abitudini:
- mai succhiare limoni, arance, mandarini, pesche o altra frutta altamente acida. Un contatto prolungato di questi frutti con i denti porta a aumentare la vulnerabilità dello smalto
- usare una cannuccia quando si bevono i succhi di frutta, così da prevenire il contatto diretto con i denti
- sciacquare la bocca dopo aver mangiato, o bevuto, sostanze zuccherine per diluire gli acidi presenti nel cavo orale. E’ buon abitudine poi attendere 20 minuti circa prima di lavare i denti per non favorire le erosioni.

Oltre a una sana alimentazione quotidiana, durante la prima infanzia è importante che il genitore stia attento a non alimentare abitudini viziate. Alcune di queste possono portare allo sviluppo della “Sindrome da Biberon” in cui i bambini già nei primi anni di vita presentano i denti anteriori cariati e talvolta completamente distrutti. Cosa non fare?
- non dare mai al bambino o neonato il ciuccio intinto nel miele o nello zucchero anche quando i denti non sono ancora erotti
- non fare addormentare il bambino con un biberon di camomilla zuccherata o altre bevande dolci
- se il bambino sta assumendo sciroppi per la tosse fargli lavare i denti successivamente.

Inoltre non dimentichiamo che, per permettere al vostro bambino di svilupparsi correttamente, è importante iniziare a togliere l’uso del ciuccio già a partire dai 12 mesi ed evitare che si inneschino abitudini come il succhiamento del pollice, del labbro inferiore o delle maniche.

dr.ssa Valeria Vallone, dr. Alessandro Abrate

Farmaci anticarie nel vino rosso
Farmaci anticarie nel vino rosso

Farmaci anticarie nel vino rosso

06 Febbraio 2017

Sembra che alcuni polifenoli presenti nei prodotti di lavorazione del vino rosso siano in grado di contrastare l'attività cariogena dei batteri orali. Già noti per il loro effetto protettivo livello cardiovascolare tali componenti potrebbero adesso rappresentare la base per un farmaco contro la carie. Uno studio condotto dall'Università di Rochester afferma che i poiifenoli ostacolerebbero l'azione dei batteri responsabili la carie.

Tiziano Caprara

Chips e pop corn...un pericolo per lo smalto
Chips e pop corn...un pericolo per lo smalto

Chips e pop corn...un pericolo per lo smalto

02 Febbraio 2017

Sono buone e salate, ma a contatto con lo smalto purtroppo si comportano come i dolci: le patatine, uno snack molto diffuso e pubblicizzato, hanno un potere cariogeno ancora sottovalutato. Mentre infatti i genitori si concentrano sui pericoli degli zuccheri e cercano di limitare caramelle, dolci e merendine, le patatine sono spesso concesse perché, forse grazie al loro sapore salato, sono considerate innocue per la salute dei denti. E invece un recentissimo studio svedese presso il Dipartimento di odontologia dell'Università di Umeà, in Svezia condotto su dati statunitensi ha provato che il consumo di patatine mette in pericolo lo smalto dei bambini.
La ricerca del prof. Ingegerd Johansson eseguita su 1206 bambini di età compresa tra 1 e 4 anni, ha trovato che il consumo frequente di patatine è associato allo sviluppo di carie. L'amido idrolizzato contenuto in prodotti confezionati come popcorn, snack al mais, patatine ‘classiche', aromatizzate al formaggio ha un alto potere cariogeno per la sua capacità di abbassare il pH dell'ambiente orale in modo veloce e drastico. A questo punto bisogna scegliere: magri e con un bel sorriso, ma senza snack oppure grassi e con problemi ai denti, ma con un pacchetto di patatine vicino?

Tiziano Caprara

L’Alimentazione nella prevenzione della carie
L’Alimentazione nella prevenzione della carie

L’Alimentazione nella prevenzione della carie

31 Gennaio 2017

L’alimentazione in un programma di prevenzione della carie dentaria ha un’importanza fondamentale.Al giorno d’oggi sempre di più siamo costretti a mettere sotto i denti quello che capita, o quello che richiede meno tempo per essere preparato, cibi che spesso non vengono cucinati in casa, come pietanze pronte per essere mangiate, prodotti da gastronomie industriali, snack bar etc. 

Un’alimentazione sana con cibi genuini evidentemente non è importante solo per una buona cura dei nostri denti, ma per tutto l’organismo. Ora però vediamo quali possono essere i cibi che ci aiutano a proteggerci dalle carie e mantenere un sorriso smagliante.

Verdure

carote, insalata, carciofi, peperoni finocchi, sedani sono ottimi consumati crudi perché:
1) hanno una azione detergente in quanto richiedono una masticazione accurata che pulisca la bocca;
2) inoltre perché abbondano di sostanze protettive cioè di vitamine e sali minerari;

Le Mele

Grazie ai flavonoidi, capaci di inibire la proliferazione dei batteri nel cavo orale e di aiutare il nostro organismo nella prevenzione della carie. Inoltre, sgranocchiare una mela aiuta la saliva a fare pulizia nella nostra bocca.

Il Cacao

No, non una barretta di cioccolato iperzuccherata, bensì il cacao amaro in polvere, ricco di polifenoli, proprio come il caffè e il tè. I polifenoli giocano un ruolo cruciale nella battaglia contro i batteri della carie. I polifenoli del cacao, nello specifico, riducono la formazione di acido dai batteri Streptococco e Streptococcus sanguinis. Questi batteri producono acido caustico che causa dei veri e propri buchi nei denti.

Kefir e Yogurt

Kefir e yogurt senza zuccheri aggiunti. Lo yogurt consumato insieme a della frutta fresca ricca di fibre agisce come uno spazzolino da denti naturale, impedendo agli zuccheri di attaccarsi alla superficie dentaria. Lo yogurt contiene calcio e fosforo, due minerali necessari per rimineralizzare i denti, spesso rimosso dagli acidi presenti nella bocca. Il kefir è ricco di proteine e di magnesio, riboflavina, acido folico e vitamina B12. Il consumo di prodotti lattiero-caseari fermentati è stato associato a un rischio ridotto di carie. Consumando yogurt e kefir i livelli di pH della bocca sono infatti meno acidi e questo limita la corrosione dei denti e la formazione di placca.

Per concludere e bene ricordare che all’insorgenza della carie contribuiscono anche e soprattutto le modalità di consumo dei cibi ricchi di zuccheri. Il rischio di formazione di carie dentali, è infatti tanto più elevato:

• Quanto più frequentemente si consumano cibi contenenti zuccheri, sia da soli che insieme all’amido (è quindi meglio consumarli in una singola occasione piuttosto che distribuirli in più pasti durante la giornata);

• Quanto tempo si lascia trascorrere prima di lavarsi i denti dopo ogni pasto; dopo circa 20 minuti dal pasto il ph della bocca scende ai livelli massimi, è bene quindi riportare il pH orale alla normalità, prevenendo i danni allo smalto.

Dr. Stefano Brighenti

La cena amica dei denti
La cena amica dei denti

La cena amica dei denti

26 Gennaio 2017

Se vuoi iniziare con un aperitivo. meglio preferire un cruditè di verdure , abbinati a crostini integrali o a gallette al sesamo o semi di chia, bene se associati a formaggi magri, alici o frittatine di verdura.

Per il long drink preferisci estratti di frutta: mirtilli, mela uva o te freddo con menta, zenzero e stevia.

Primo piatto:
Preferire pasta integrale o cereali poco raffinati (cus cus. quinoa, bulgur, orzo riso farro.) con pesce o verdure e cacio.

Secondo piatto:
Scegliere tra proteine nobili derivate dal pesce o da tagli magri di carne, preferibilmente carne bianca o tofu o seitan abbinati a verdure di stagione crude o cotte.

Dolce:
Budino di cioccolato fondente, castagne e datteri, formaggi magri abbinati a modeste quantità di marmellate o mieli naturali prive di zuccheri.

acqua a volontà, vino preferibilmente rosso (solo 1 bicchiere).

Concludere la cena con una tisana digestiva (anice liquirizia finocchio) o con un caffe senza zucchero.

Dal Libro “La dieta del sorriso" di Luca Levrini

Gli zuccheri che fanno bene alla nostra salute: i dolcificanti naturali
Gli zuccheri che fanno bene alla  nostra salute: i dolcificanti naturali

Gli zuccheri che fanno bene alla nostra salute: i dolcificanti naturali

23 Gennaio 2017

Tra i dolcificanti natutrali piu noti utili alla nostra salute dentale figurano: la stevia (0 calorie), con potere dolcificante 200 volte superiore allo zucchero normale, non favorente insorgenza della carie.
Lo xilitolo e l’ eritritolo estratti dall’albero di betulla o da alcuni frutti come le fragole sono di gran lunga meno calorici dello zucchero. Tra le loro caratteristiche principali oltre ad non innalzare la glicemia proteggono la salute dentale e sembrano favorire l’assorbimento del calcio. Come tutti i dolcificanti appartenenti alla famiglia dei polialcoli (presenti in molte gomme da masticare) vengono considerati zuccheri non favorenti la carie e il loro apporto calorico è da considerarsi pari alla meta dello zucchero.
Altri dolcificanti qui di seguito riportati pur essendo delle ottime alternative allo zucchero per la presenza di componenti nutritive essenziali, possono tuttavia risultare calorici pertanto è bene capire quali preferire e in che modo usarli in base alle loro caratteristiche.
Succo d’uva e di mela grazie al loro basso contenuto calorico possono essere utilizzati per dolcificare bevande o acqua per ottenere bevande rinfresanti e diuretiche
Sciroppo di yacon ipocalorico favorisce la crescita della flora intestinale buona
Amasake con contenuto calorico pari a 1/3 dello zucchero non procura rialzi glicemici
Sciroppo d’agave invece ha potere dolcificante maggiore e meno apporto calorico (16 cal per cucchiaio) adatto anche ai diabetici per il suo basso indice glicemico
Zucchero di cocco: racchiude tutte le caratteristiche del frutto , ricco di antiossidanti e minerali e con proprietà antinfiammatorie, contiene meno calorie rispetto alle altre alternative allo zucchero.)
Miele: ottime le sue proprietà antibatteriche e antibiotiche, ricco di vitamina b6 e sali minerali, meglio se utilizzato grezzo e biologico (62 cal per cucchiaio)
La melassa ottima per sportivi perché ricca di potassio e magnesio e sali minerali, apporta circa 47 cal a cucchiaio.
Sciroppo d’acero ricco di antiossidanti e minerali ( zinco potassio e calcio), è più calorico dello zucchero ( 52 contro i 40 per cucchiaio di zucchero da tavola)

Dr.ssa Lorenza Mosele

I semi che fanno bene alla salute del corpo e… dei denti
I semi che fanno bene alla salute del corpo e… dei denti

I semi che fanno bene alla salute del corpo e… dei denti

23 Gennaio 2017

I semi oleosi hanno dimostrato essere un vero toccasana per la nostra salute.

Per semi oleosi si intendono quelli alimenti ricchi di acidi grassi insaturi omega 3 e omega 6, come noci, mandorle, nocciole, pistacchi, arachidi, semi di canapa, sesamo, pinoli, zucca, girasole, papavero, chia e lino.

In assenza di divieti specifici la dieta mediterranea consiglia assunzione di una manciata di semi oleosi alla dieta di tutti i giorni. Oltre che i benefici effetti sulle arterie, sono importanti fonti di sali minerali, oligoelementi, selenio zinco e rame di vitamina a,e,b importanti per la salute dei nostri denti e gengive ed essendo una ottima risorsa di proteine vegetali favoriscono l’accumulo e l’assorbimento di micronutrienti quali fosforo, magnesio, potassio zinco e calcio essenziale per ossa e denti. Se ne consiglia l’assunzione di 4/5 porzioni a settimana, cioè circa 30 g a porzione, pari a circa ½ cucchiaio per i semi di piccole dimensioni, a 2/3 gherigli di noce o a 4/5 mandorle. Essendo comunque alimenti calorici, fate attenzione a non superare le disi consigliate.

Dr.ssa Lorenza Mosele

Yogurt e alimentazione
Yogurt e alimentazione

Yogurt e alimentazione

18 Gennaio 2017

Dal latte e dai suoi derivati un aiuto naturale per denti e gengive. Il calcio e il fosforo in esso contenuti aiutano lo smalto a ricostruirsi quando il ph salivare diventa troppo acido. Ruolo determinante lo ha però la caseina proteina che veicola e facilita proprio l'accumulo di calcio e fosfati oltre a limitare l'adesione dei batteri responsabili della carie. Anche il dentista oggigiorno utilizza derivati naturali della caseina per riminalizzare lesioni iniziali dello smalto sotto forma di gel da applicare sui denti riducendo in questi casi l'utilizzo del trapano. Quindi latte per lo smalto e per le gengive? Sicuramente lo yogurt è un buon alleato perché ricco di probiotici. I probiotici sono microrganismi vitali molto utili per la nostra salute generale. Sono presenti nel tratto digerente , quindi anche la bocca e proteggono, rinnovano, producono e sono influenzati da ciò che mangiamo. La maggior parte di essi sono Lattobacilli che sopravvivono fermentando il lattosio e producendo acido lattico che riduce il ph salivare e contribuisce a ridurre la crescita dei batteri dannosi per le gengive proteggendo dalle malattie gengivali e dall'alitosi. Integrare il latte e lo yogurt con la frutta amplifica la loro efficacia, quindi largo ai frullati!

Dr. Giovanni Piras

Cibo sano, Bocca sana
Cibo sano, Bocca sana

Cibo sano, Bocca sana

09 Gennaio 2017

Esiste uno stretto legame tra alimentazione e salute dentale

Per salvaguardare l’ecosistema bocca oltre ad una accurata igiene orale è utile conoscere e selezionare i cibi che mettiamo “ sotto ai denti” e ciò che beviamo.

Mangiamo in media 4 volte al giorno spesso senza sapere che ogni pasto anche ridotto può essere una minaccia per la nostra dentatura. (E’ stato dimostrato che una corretta igiene orale e una sana alimentazione possono ridurre la spesa media dal dentista di circa 800 euro all'anno per famiglia).

Poche e semplici regole sono sufficienti per migliorare la nostra salute orale:

  1. è bene non far mancare nella nostra tavola cibi ricchi di calcio come latte e derivati, la caseina e i probiotici contenuti in questi alimenti favoriscono il deposito di calcio e fosfati nei denti, ottimi come spuntini e aggiunti alla frutta andrebbero consumati con una certa regolarità, soprattutto a fine pasto o come spuntini. Verdure a foglia larga bieta, spinaci e insalata , oltre ad essere ricche di minerali, stimolano la salivazione e aiutano a tenere pulita la bocca; frutta croccante e frutti di bosco contengono sostanze antibatteriche che contrastano la formazione di placca e insieme a sedano carote e finocchi rappresentano un ottimo sistema per disgregare la placca che si accumula nei denti, essendo inoltre ricche di antiossidanti e polifenoli svolgono una azione antibatterica e protettiva per le gengive.
  2. come fonte di proteine meglio attingere a carni bianche, pesce, uova e legumi ricchi di ferro e magnesio.
  3. per quanto riguarda i carboidrati meglio consumare pane e pasta integrali. Non aggiungere zuccheri agli alimenti al latte e al caffè se proprio bisogna farlo utilizzare sostituti naturali (stevia o xilitolo).
  4. Discorso a parte va riservato a cibi e bevande che riducono di molto l’acidità della saliva. Gli agrumi ricchi di acido citrico sono molto erosivi per i denti, è bene consumarli perché ricchi di vitamina c avendo accortezza di bere e sciacquare con acqua il cavo orale dopo averli consumati o di utilizzare una cannuccia per la loro assunzione. Al bando invece bibite gassate, energy drink e snack dolci e salati, alcool, birra e aperitivi in genere, se abusati, sono responsabili di danni ai denti soprattutto nelle giovani generazioni. L’acqua invece è il nostro alleato più prezioso: deterge, pulisce ,ed equilibra l’acidità della saliva. E’ buona abitudine verificare singolarmente le caratteristiche dell’acqua che beviamo (per il contenuto in fluoro 0,4/0,7 mg/l) Largo spazio anche a te (verde bianco e nero), infusi e tisane invece possono aiutarci in caso di gengiviti, alitosi e xerostomia, sarebbe buona e piacevole abitudine imparare a consumarle dopo i pasti Il caffè, ricco di polifenoli un ottimo alleato purché venga consumato senza aggiunta di zucchero, anche il cioccolato fondente oltre 70% e il cacao amaro contengono sostanze antibatteriche che riducono la formazione di placca.
  5. Non dimenticare, dopo un’ attesa di 30/40 minuti dal pasto, di lavare accuratamente i nostri denti, in alternativa... bere molta acqua e utilizzare gomma da masticare con uno zucchero alleato dei denti (xilitolo).

Dr.ssa Lorenza Mosele

Mese della prevenzione Verdenti
Mese della prevenzione Verdenti

Mese della prevenzione Verdenti

30 Settembre 2016

La prevenzione è sempre una parola su cui tutti siamo d’accordo, ma quanti la mettono in pratica. Non tutti purtroppo sono convinti del “potere” della prevenzione.
Si sentono infatti storie di persone che malgrado i comportamenti salutari si sono ammalante gravemente. In questi casi si mette in dubbio l’efficacia della prevenzione e si pensa che ciò che conta, alla fine, sia la genetica, indipendentemente da ciò che mettiamo in atto.

Si dice che la medicina non sia una scienza esatta, in quanto cerca di ottenere il successo nella maggior parte dei casi , ma non ci riesce nella totalità delle situazioni. Per questo malgrado uno stile di vita sano ci si può ammalare.
Questo vale per i vari distretti corporei ad esclusione di uno: la bocca. Questo è l’unica area dell’organismo in cui i nostri comportamenti possono evitare le patologie molto meglio che in tutte le altre parti del corpo. Possiamo infatti SPERARE che comportandoci bene non ci venga un problema al fegato, ma possiamo essere SICURI che se seguiamo le norme di prevenzione non avremo delle carie.

Inoltre questa è la parte del nostro organismo il cui costo delle cure è totalmente a carico nostro a differenza di interventi in altre parti del corpo che vengono eseguiti presso strutture pubbliche o convenzionate. Quindi in questo caso, il nostro comportamento ci permette non solo di vivere meglio (senza mal di denti…), ma anche di risparmiare. Si può affermare che per la bocca vale il motto: Prevenire è meglio che pagare

I dentisti Verdenti sono consapevoli che la prevenzione può ridurre fino ad eliminare le patologie cariose, che aiuta a diminuire notevolmente le problematiche gengivali e a prevenire situazioni particolari come il carcinoma orale. Inoltre sanno i vari effetti che le problematiche orali possono causare alla salute del nostro organismo e quindi alla nostra qualità di vita.
Per questo hanno deciso di dare il loro contributo per il mese della prevenzione orale.

In ogni studio Verdenti, ad ottobre, potrete ricevere un consulto gratuito durante il quale verranno valutate tutte le situazioni orali che possono interferire con la salute generale.

Inoltre durante la visita verrà consegnato il Report “Come migliorare la salute e la qualità della nostra vita attraverso denti e gengive” che descrive quali sono gli effetti della condizione della nostra bocca rispetto al cuore, diabete, gravidanza ecc.

In questo modo vivremo meglio, risparmiando…



Dal Libro: “Io odio i dentisti… ma non lei dottore”


Disse il dentista:“Qualche paziente è ancora convinto che la carie sia qualcosa che capiti per sfortuna o perché si hanno i denti fragili. Purtroppo, gran parte di queste motivazioni rappresentano solo una scusa. Esistono senz’altro delle condizioni predisponenti, come i denti storti, uno smalto non completamente mineralizzato; tuttavia, anche queste situazioni non servono a causare la carie stessa, ma solo ad agevolarla. Nella quasi totalità dei casi il costante uso del filo e dello spazzolino permette di mantenere i nostri denti sani, risparmiando notevolmente” 

Luca rimase molto colpito. Nessun dentista gli aveva mai parlato così chiaramente. Altri medici in passato gli avevano detto che forse aveva i denti fragili, quasi per consolarlo e questa motivazione gli era sempre servita come scusa per la sua condizione. Adesso, invece, si rendeva conto che il responsabile della salute dentale era soltanto lui. Era semplice pensare “io sono sfortunato con i denti”, lo liberava da una pesante responsabilità, dal fatto di utilizzare ogni giorno lo e spazzolino. Di colpo gli venne in mente un terribile pensiero: se la carie e i problemi gengivali erano causati dai batteri e questi potevano essere facilmente eliminati dalla pulizia giornaliera allora... era lui che voleva la carie. Era il suo comportamento che permetteva a quei dannati germi di rovinare i suoi amati e preziosi denti. Volle condividere questa idea con il dottor Eccellenti.

“Ma allora se non uso ogni giorno il filo e lo spazzolino è come se desiderassi avere le carie?” chiese.
“Ha sintetizzato molto il mio pensiero... ma in definitiva è così, ha ragione“, disse il dentista. “La causa principale dei problemi dentali sono i batteri e se noi li lasciamo agire indisturbati, soprattutto di notte, la colpa non è dei denti che sono fragili, ma di chi non li protegge. Una carie di questo genere - indicò una delle immagini - non si è formata in una notte e neanche in una settimana. Per riuscire a bucare la struttura più dura del nostro corpo è stato necessario lasciarla agire indisturbata per molti mesi, qualche anno. Sarebbe bastato una spazzolata decisa, all’inizio della sua formazione, per bloccare l’intero processo. Quindi, non si tratta di sfortuna. Si parla di sfortuna quando ci accade qualcosa per cui non abbiamo alcuna responsabilità. Invece con la carie, siamo noi che le permettiamo di manifestarsi. In definitiva, come ha sintetizzato lei, è come se la volessimo”.

Le radiazioni... queste sconosciute
Le radiazioni... queste sconosciute

Le radiazioni... queste sconosciute

30 Giugno 2016

Le radiazioni ionizzanti, un male necessario, oppure no? 

Qualche volta siamo costretti ad affrontare delle radiografie per valutare la situazione dei denti o delle ossa. Questo esame ci pone sempre un po'  di timore? Saranno sicure? 

Ci hanno sempre detto che fare le radiografie non è proprio salutare, ma allora è giusto preoccuparsi oppure possiamo stare tranquilli?

Innanzi tutto bisogna sapere che siamo “immersi” nelle radiazioni ogni giorno.  Ci giungono dal sole, dal cosmo e anche dal sottosuolo. Anche in molti cibi di origine vegetale o animale troviamo del carbonio c14 radioattivo e del potassio (come le banane), di cui una piccola parte è radioattiva. Anche le persone stesse emettono una piccolissima dose di radiazioni. Ciò significa che se vivo, mangio, respiro e mi relaziono con le persone, assorbo radiazioni…

Non possiamo evitare le radiazioni in alcun modo, tuttavia esistono degli esami medici che utilizzano radiazioni ed è qui che dobbiamo prestare attenzione.

La misura della dose di radiazioni è il Sievert. In campo medico si usa la sua millesima parte il milliSievert (mS). Esiste anche il milionesimo di Sievert (µS) Si considera che il limite massimo di radiazioni che possono essere assorbite in un anno sono 1 mS.  

Vediamo quindi quante radiazioni emettono i vari esami medici, per farci una esatta idea della loro invasività. 

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Come si vede la radiografia digitale riduce notevolmente le dosi ricevute. Ad esempio la radiografia dentale che facciamo di solito dal dentista, se eseguita digitalmente riduce la sua dose di più di 10 volte.

Mentre è consigliato fare 16 radiografie tradizionali all’anno (quelle con le lastrine che si devono sviluppare), se  eseguiamo le stesse in maniera digitale (quelle che si vedono sul monitor del computer) ne possiamo eseguire circa 500. Una bella differenza. Lo stesso dicasi per esami più estesi come la panoramica o la Tac. Anche in questo caso la digitalizzazione permette di ridurre l’impatto di più di 10 volte.

Inoltre le lastre tradizionali hanno bisogno di liquidi di sviluppo e fissaggio per poter essere visionate. Tali liquidi finiscono nel circuito dei rifiuti speciali insieme a delle sottili lamine di piombo che servono a schermare le lastrine. Questo prodotti devono venir smaltiti da apposite ditte specializzate, e mantengono sempre un certo impatto ambientale.

Il dentista che partecipa al progetto Verdenti utilizza le radiografie digitali per salvaguardare la salute del paziente e non influire sull’ambiente. 

Oggi grazie alle nuove tecniche radiologiche possiamo senz’altro stare più tranquilli riguardo tali esami diagnostici.  Ciò a cui dobbiamo stare attenti,e che forse pochi sanno, sono in viaggi transoceanici. Infatti in quel caso le radiazioni che subiamo attraverso l’aereo a causa della ridotta atmosfera superano molto quelle di un esame TAC…

dr.Tiziano Caprara

Gravidanza tranquilla
Gravidanza tranquilla

Gravidanza tranquilla

08 Maggio 2016

La gravidanza è, un periodo bellissimo emozionalmente… fisicamente un po’ meno. Infatti gli squilibri ormonali comportano variazioni della funzionalità del nostro corpo, compresi denti e gengive. A causa di tali cambiamenti ormonali i tessuti gengivali sono più delicati e la placca, anche in quantità minima, può creare una particolare condizione definita gengivite gravidica. È, quindi, fondamentale, in questa fase, mantenere un’igiene molto scrupolosa e rivolgersi periodicamente all’odontoiatra. Eseguire frequentemente l’igiene professionale infatti ci aiuta a evitare il verificarsi di infiammazione gengivali, con possibile formazione anche di problemi gengivali permanenti. Inoltre, a causa di tale situazione, anche per i denti aumenta il rischio carie.

Tuttavia, questo è il male minore. Secondo alcune ricerche, i batteri della placca possono diffondersi nell’organismo attraverso la gengiva compromettendo i normali tempi di gestazione e, quindi, causando parti prematuri o nascite sottopeso. Un programma di igiene orale mirata e controlli periodici dal dentista possono evitare tali pericoli.

Il dentista Verdenti attua un “Programma Gravidanza” che permette di ridurre il verificarsi di tali rischi, in maniera da portare avanti una gravidanza serena al sicuro da problemi dentali.

Mi illumino di meno
Mi illumino di meno

Mi illumino di meno

10 Marzo 2016

Caterpillar è una trasmissione radiofonica in onda in diretta su RAI Radio 2 dalle 17,30 alle 19,00 dal lunedì al venerdì.

Il programma ha avviato numerose campagne e iniziative su vari campi. Tra queste M'illumino di meno la più grande campagna radiofonica di sensibilizzazione sui consumi energetici e la mobilità sostenibile.

Si propone di dimostrare che è possibile ottenere un risparmio energetico senza cambiare lo stile di vita o limitare il benessere dei cittadini. Dal 2007 "M'illumino di meno"diventata giornata internazionale del risparmio energetico, ha ricevuto il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e del Ministero delle Politiche Agricole.

L’iniziativa si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, dell’alto patrocinio del Parlamento europeo, del patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, dell’adesione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In questa edizione i punti fermi dell’iniziativa si sono confermati quelli di sempre: il racconto in onda delle migliori pratiche nell’ambito del risparmio energetico in Italia e all’estero.

Tra le interviste in diretta segnaliamo quella del Dottor Alessandro Abrate di Torino, Medico Chirurgo Odontoiatra, che aveva dato la propria adesione a Mi illumino di meno. I conduttori, Massimo Cirri e Sara Zambotti, hanno presentato il Dottor Abrate come esponente della nuova Eco Odontoiatria: “E adesso una scoperta: siamo nel campo della Eco odontoiatria, che non sapevamo esistesse un modo ecologico di essere Dentista. Uno di loro ha fatto questa scelta di militanza ecologica... Noi siamo per un’Odontoiatria Ecosalutare, Ecologica, Economica. Questo ci piace molto.” E hanno chiuso l’intervista con parole di entusiasmo: “Evviva la Eco odontoiatria, nuova frontiera dell’ecologia.”

Il Dottor Abrate ha raccontato di far parte di un gruppo di colleghi impegnati a realizzare un progetto etico ed ecologico in ambito odontoiatrico, Verdenti. 

Salvaguardare i denti con il cibo
Salvaguardare i denti con il cibo

Salvaguardare i denti con il cibo

28 Febbraio 2016

La cariogenicità (capacità di provocare la carie) degli alimenti è da mettere in relazione non solo con la quantità di zucchero contenuto dall’alimento ma anche con la sua consistenza: il cibo più appiccicoso rimarrà più a lungo sui denti e favorirà la formazione della placca e la sua intima adesione al dente.

Può essere così enunciata la legge sulla cariogenicità: “Un alimento è tanto più cariogeno quanto più zucchero contiene e quanto più a lungo questo rimane sui denti.”

 E’ stata quindi elaborata una tabella che fornisce una “classifica” del potere cariogeno dei principali alimenti:

ALIMENTO POTERE – CARIOGENO

  • Caramelle 27
  • Miele 21
  • Cioccolato al latte 21
  • Biscotti 18
  • Pasticcini, formaggini 13
  • Cioccolato fondente 12
  • Cioccolatini 11
  • Marmellata 10
  • Gelato 9
  • Pane e burro, patate fritte 7
  • Latte, polenta, banane 6
  • Mela, piselli 5
  • Thè, gelatine di frutta 4
  • Succo di frutta,fragole,
  • arance, frittata 3
  • Limonata 2
  • Prosciutto, carne 1

La lista seguente rappresenta un utile aiuto per mantenere sani i nostri denti e quelli dei nostri figli grazie anche al cibo

LISTA CIBI

 LISTA-CIBI.pdf

dr.ssa Lorenza Mosele

(Chioggia- Maserà di Padova)

Cioccolato: aiuto o minaccia
Cioccolato: aiuto o minaccia

Cioccolato: aiuto o minaccia

14 Febbraio 2016

Il cioccolato fa davvero male alla salute dei nostri denti?

Recenti studi hanno sfatato il mito che il ciocclato faccia male ai denti; pare infatti che le sostanze antibatteriche contenute nel goloso cibo riescano ad avere la meglio sul principale batterio che provoca la carie (lo Streptococcus mutans).

La carie si sviluppa infatti tramite l'azione di questo batterio, lo Streptococcus mutans, che produce una molecole appiccicosa denominata glucano. Quest'ultimo aiuta i batteri ad attaccarsi ai denti formando la placca all'interno della quale gli zuccheri si trasformano in acidi che gradualmente corrodono lo smalto.

Gli agenti antibatterici presenti nel cacao sono contenuti per la maggior parte nella buccia dei semi che però spesso viene considerata come scarto durante la produzione del cioccolato e quindi buttata via.

Il cacao amaro di cui si parla è quello all’80% e, avvisano gli esperti, fa bene SOLO se consumato singolarmente e non insieme a dolci ricchi di zuccheri.

Consumando cioccolato (fondente all'80%) si può, quindi, ridurre il rischio di carie, soprattutto se si ha l'accortezza di non mangiarlo assieme a dessert troppo ricchi di zuccheri e carboidrati, che ne vanificherebbero gli effetti positivi

Dr.Stefano Brighenti

Plastica no grazie!
Plastica no grazie!

Plastica no grazie!

05 Gennaio 2016

Ogni anno gli studi odontoiatrici producono notevoli quantità di plastica non facilmente riciclabile. Per ogni paziente infatti vengono usate una o più buste di plastica che contengono lo strumentario sterile. Si valuta che in America vengano utilizzate più di un miliardo e 700 milioni di tali buste, senza contate i rivestimenti per il riunito, i teli di copertura per il paziente eccetera... Tale quantità di plastica si somma a quella già presente nel circuito dei rifiuti.

Il progetto Verdenti ECO-logico sostituisce le buste di plastica che contengono gli strumenti sterili con presidi riutilizzabili e/o con la carta, più facilmente riciclabile. Tale soluzione viene già utilizzata  nelle cliniche dentali americane ed inglesi.

I dentisti che partecipano all’iniziativa Verdenti si impegnano a ridurre al minimo l’utilizzo di plastica non riciclabile, sostituendola con presidi compostabili o riutilizzabili. 

(Nella foto un esempio di plastica consumata in un anno da uno studio dentistico americano)

Cuore protetto
Cuore protetto

Cuore protetto

18 Novembre 2015

Come vivere di più e meglio

Michael McGuire, presidente dell’Associazione Americana di Parodontologia parlando dei problemi gengivali,
disse: “Non date per scontata la salute delle vostre gengive. Potreste perdere qualcosa di più dei vostri denti”. Infatti oggigiorno è accertata la relazione tra problemi gengivali (piorrea) e i problemi cardiocircolatori.

Questa è una importante notizia purtroppo non è conosciuta da tutti. Nel 2009 in una ricerca effettuata in Friuli Venezia Giulia dalla AD Comunication, per conto dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, si è potuto notare che più del 63% delle persone non conosceva l'influenza delle infezioni e infiammazioni gengivale sulla salute generale.

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Come mai si pone sempre tanta attenzione al fumo, alla dieta, tuttavia non si sottolinea l'importanza della infiammazioni gengivali?

Eppure queste possono favorire le cardiopatie ischemiche l'arteriosclerosi, l'ischemia cerebrale, il diabete mellito, i parti prematuri, le infezioni polmonari, le già note endo- carditi e la malattia reumatica. Può bastare? Mantenere le gengive sane non significa soltanto conservare l'efficacia dell'apparato masticatorio, ma vivere di più e meglio.
Come può influire lo stato delle nostre gengive sulla nostra salute? Esistono varie teorie, ma due sono le più accreditate:

  • Cause dirette-Infezione: i batteri delle infezioni gengivali passano nel sangue e da qui si vanno a collocare sulle arterie, causandone il restringimento (arteriosclerosi).
  • Cause Indirette-Infiammazione: alcune sostanze presenti durante l'infiammazione gengivale entrano in circolo e causano danni vascolari a distanza.

Quale sia il meccanismo predisponente sta di fatto che i problemi gengivali intervengono nei problemi cardiocircolatori e cerebrali. Questo fatto conferma che l’igiene orale è molto più importante di quanto si pensi. Per questo è importante adottarla quotidianamente a casa e farci controllare periodicamente da un professionista.

Nel progetto Verdenti di Eco-odontoiatria viene data particolare importanza a questo aspetto creando dei protocolli mirati per la prevenzione di tali malattie, sia per cardiopatici, che per persone che non vogliono diventarlo. 
Inoltre viene consegnato del materiale informativo a riguardo. La prevenzione in questo caso diventa importante non solo per il singolo, per evitare terapie e spese, ma anche per la società che può così ridurre il costo sociale di tali patologie.

Evitare le radiografie e avere una diagnosi accurata
Evitare le radiografie e avere una diagnosi accurata

Evitare le radiografie e avere una diagnosi accurata

15 Novembre 2015

Durante la visita odontoiatrica il dentista esamina i nostri denti mediante i propri occhi e attraverso uno strumento chiamato specillo. La vista e la sonda metallica valutano le superfici dei denti per identificare eventuali lesioni cariose. Tuttavia questo metodo ha delle limitazioni. La vista infatti è limitata alle superfici esterne e lo specillo non sempre riesce a sondare fessure molto strette, ma che sono già carie iniziali.

Il problema della carie è che è subdola “non gioca pulito”.
Piccola fuori, ma grande dentro è molto piccola nello smalto, ma poi si ingrandisce all’interno del dente. Praticamente ha la stessa forma di un iceberg.

Per tale motivo è importante valutare subito le piccole carie iniziali prima che si sviluppino all'interno del dente. Per capire se una fessura sulla superficie del dente è qualcosa di innocuo o il vertice di una carie più profonda, possiamo utilizzare un laser diagnostico.

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E’ un LASER di classe A che permette attraverso un fascio luminoso di valutare la densità del dente e quindi se esistono carie strutturali. 

E’ indolore (è praticamente una lampadina...), veloce e oggettivo. Infatti assegna un numero alla lesione, in base alla gravità: sopra il valore 30 è carie. In questo modo anche il paziente può seguire l’andamento della situazione.

Il grande vantaggio di questo strumento è che il paziente (sopratutto i bambini) necessitano di minor numero di radiografie per la diagnosi ed inoltre (come si vede dal grafico seguente) si ottiene una diagnosi molto più accurata.


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"Solo quello di cui hai bisogno"

"Solo quello di cui hai bisogno"

15 Novembre 2015

Correttezza e fiducia

La fiducia è importante in ogni ambito, economico, lavorativo, familiare, ma diventa vitale quando riguarda la Salute. In questi casi la perdita di fiducia o il mancato adempimento di quanto promesso può portare a gravi conseguenze.

La fiducia viene data spesso per scontata. Ad esempio si considera che un professionista sanitario debba effettuare un lavoro corretto cioè rispondere di ciò che fa e di ciò che propone.

Esiste infatti una asimmetria informazionale tra paziente e sanitario. Il paziente non ha le nozioni necessarie per giudicare se la proposta effettuata o il lavoro svolto sono adeguati (salvo vistosi difetti estetici o sensazioni dolorose) . Per questo abbiamo bisogno di una persona di fiducia, qualcuno che “ne sappia più di noi” e ci indichi la miglior soluzione per il nostro caso. Questo accade non solo per l’ambito sanitario, ma anche per quello legale o per qualsiasi servizio vada oltre le nostre conoscenze.

Questa è senz’altro una situazione sfavorevole dal punto di vista della scelta, ma che purtroppo difficilmente possiamo cambiare (salvo laurearsi nella materia interessata).

Oggi, grazie alle varie fonti di notizia, possiamo accedere a molte più informazioni rispetto ad un tempo, tuttavia tali dati riguardano l’ambito generale e non sempre pos- sono approfondire lo specifico o il caso singolo.

Per questo si parla di rapporto MEDICO-PAZIENTE perché descrive un rapporto tra due persone in cui una affida la propria salute e l’altra mette a disposizione la propria conoscenza ed il proprio operato per valutare la soluzione migliore.

Questo implica una conoscenza della persona e la creazione di un rapporto a lungo termine. Solo nel lungo termine infatti si potrà valutare la correttezza dell’operato.

Oggigiorno purtroppo qualcuno tende a instaurare rapporti “mordi e fuggi” utilizzando il professionista come uno strumento, da utilizzarsi al momento, quando serve e non come un consulente cui affidare la propria salute.

Questo accade perché la stessa struttura si offre in questo modo, pubblicizzando le prestazioni sanitarie, non come terapie integrate in un percorso di salute, ma come prodotti a se stanti (otturazioni in offerta speciale...). In certe altre strutture invece è presente il responsabile commerciale deputato alla vendita delle prestazioni...

Accade così che si cerca l’otturazione al costo più basso in quanto equiparata ad un prodotto di consumo e non una terapia personalizzata.

In questi casi accade però un fatto conseguente molto grave. Essendo la prestazione sanitaria equiparata ad un prodotto di commercio, segue le normali proposte di vendita di tali articoli.

Non è importante valutare la terapia necessaria al paziente, ma vendere il più possibile. Si ricade quindi nel deplorevole fenomeno dell’ OVER-TREATMENT ovvero della SOVRA-TERAPIA. In questo caso il commerciante cerca di vendere più prestazioni possibili anche se non necessarie. 
Capita così che si propongano prestazioni a basso costo, ma che vengono eseguite in sovrannumero per compensare lo sconto. Il paziente quindi si trova delle prestazioni inutili perdendo sia integrità fisica (e quindi salute) sia denaro.

Eco-odontoiatria mantiene il vecchio rapporto medico -paziente, privilegiando il mantenimento della salute a lungo termine rispetto al trattamento “usa e getta”. Per questo valuta attentamente la situazione per offrire “solo quello di cui uno ha bisogno”. 

Io russare... Nooo
Io russare... Nooo

Io russare... Nooo

15 Novembre 2015

“Io russare? nooo...”

Uno degli aspetti che influenzano la salute generale e su cui può attivamente intervenire l’odontoiatra (ECO-SALUTARE) è senz’altro il problema del russamento e delle apnee notturne. E’ stato calcolato che il 60% degli uomini e il 40% delle donne sopra i 40 anni russa. Questi possono essere episodi transitori (raffreddore), ma in molti casi si tratta di un fenomeno persistente che può portare a delle vere e proprie difficoltà di respiro fino all’apnea notturna ricorrente (AOS: apnea ostruttiva del sonno).

Il russamento prima di tutto disturba chi ci sta vicino. Sono molte le mogli che si lamentano del “rumoroso” partner (o viceversa). In alcuni casi si arriva anche al punto di dividere le camere. Infatti privare le persone del sonno è qualcosa che influisce negativamente sulla salute e sulla qualità di vita personale. Durante il russamento però non solo si infastidisce il sonno di chi ci sta accanto, ma si perde anche il proprio. Il russatore infatti interrompe spesso il sonno durante la notte. Questa situazione nel lungo termine può degenerare in qualcosa di più grave. Normalmente non ci si ricorda di tali interruzioni, ma rimane la sensazione di non aver riposato bene. In molti casi si possono verificare delle vere e proprie apnee notturne (dai 5 ai 30 secondi). La mancanza di ossigenazione del sangue conseguente, porta il cuore a pompare di più, peggiorando i problemi di salute. Il giorno dopo rimane un senso di spossatezza ed altre conseguenze a seconda della gravità:

  • difficoltà al risveglio e difficoltà di concentrazione
  • mal di testa e perdita di memoria
  • stanchezza durante il giorno (voglia di dormire)
  • pressione alta
  • problemi di cuore (aritmie, infarti)
  • peggioramento del diabete
  • peggioramento dei problemi respiratori
  • reflusso gatroesofageo

In alcuni casi l’apnea è così prolungata che il cuore è sottoposto ad uno sforzo troppo grande e non ce la fa. Sono le cosiddette “morti nel sonno” legate agli episodi di AOS.

La diagnosi viene posta mediante una misurazione notturna degli episodi di apnea e del flusso d’aria (polisomnografia). Tale esame viene realizzato presso i centri del sonno. Tuttavia prima di affrontare un simile intervento si può eseguire un’iniziale valutazione dal dentista con un misuratore di apnee (Apnealink) per identificare la gravità del problema.

La terapia riguarda prima di tutto le cause predisponenti (obesità, posizioni del riposo, fumo e alcool). Successivamente, se le apnee sono lievi e moderate, il problema può essere risolto o notevolmente ridotto tramite dei “dispositivi orali” che permettono facilitare il flusso attraverso le vie aeree superiori. Se invece la situazione è molto più grave o ci sono ostacoli interni al flusso dell’aria si procede con la “maschera a ossigeno” o (raramente) con la chirurgia.

Per valutare se abbiamo questo problema (oltre a richiederlo al nostro partner...) possiamo rispondere a queste domande:

1 Avete spesso difficoltà ad addormentarvi?

2 Vi svegliate troppo presto il mattino?

3 Se vi svegliate spesso durante la notte, avete difficoltà a riaddormentarvi in seguito?

4 Vi sentite spesso molto stanchi quando vi svegliate il mattino?

5 La mancanza di sonno influenza il vostro umore durante il giorno? (Vi sentite tesi, irritabili o depressi?)

6 La mancanza di sonno incide sulle vostre attività quotidiane (difficoltà di concentrazione, memoria debole o difficoltà di apprendimento)?

Se avete risposto «sì» a più di due domande o se avete risposto positivamente alla domanda numero tre, dovreste valutare un controllo delle apnee notturne.

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